Da qualche mese stanno circolando sui media articoli, interviste, video e raccolte di firme per fermare un presunto progetto di sessualizzazione precoce dei bambini nella scuola italiana, progetto che si afferma essere rivolto alla “distruzione della famiglia”, a “inculcare l’isteria gender”, “legalizzare la pedofilia”, “insegnare ai bambini la masturbazione e la pornografia”, “istruire all’amore segreto” e… molto altro di questo tenore.

Questa ondata allarmistica che sta terrorizzando molte famiglie si basa principalmente su un documento dell’Ufficio Regionale dell’Europa per l’OMS e del Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) di Colonia, intitolato Standard per l’Educazione Sessuale in Europa.
http://fissonline.it/pdf/STANDARDOMS.pdf

Documento inspiegabilmente sdoganato dopo 13 anni durante i quali è stato del tutto ignorato in Italia, mentre nella maggior parte degli altri Paesi europei ha ispirato piani efficaci e molto seri di educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado.

Viene da chiedersi come mai, proprio ora, dopo decenni che covava sotto la cenere dell’imbarazzo e dell’ignavia, la questione dell’educazione sessuale viene improvvisamente alla ribalta accendendo gli animi, scatenando controversie e creando nuove polarizzazioni.

E in che modo è stato rivisitato questo documento da coloro che ne temono l’applicazione?
Stravolgendo, manipolando, citando pezzi di frasi avulse da ogni contesto, o addirittura nominando cose che nel documento proprio non ci sono.

Cosa sta succedendo?

Questo post è solo una sintesi di una lunga ricerca. Sono tre mesi che ci studio, che raccolgo e ascolto. Provo a fare il punto sul… punto a cui sono arrivata. Per ora.

Che nei tentativi di introdurre sprazzi di educazione sessuale nella scuola italiana ci siano derive, improvvisazioni, deliri e imbecillità in varie forme non c’è dubbio.
E’ vero che stanno uscendo opuscoli e pubblicazioni inguardabili per superficialità o per volgarità (un esempio: Questo libro non parla di sesso di Moen-Nolan), che in alcune scuole (rarissime) sono stati creati eventi di “inclusione ed educazione sessuale” molto discutibili, come corsi di Drag Queen, intrattenimenti per bambini affidati a transgender e travestiti, percorsi teatrali sulla fluidità di genere. E che (solo in una o due scuole a quanto mi risulta) è stato accettato il “nome alias” con troppa facilità scavalcando la legge n.164 di rettifica dell’attribuzione di genere, che prevede un lungo percorso prima di arrivare al cambiamento di nome. Ed è anche vero che si tende a banalizzare  con faciloneria un processo molto complicato, doloroso e irreversibile come quello della transizione sessuale. E pare anche vero che ci sia un eurodeputato olandese che propone di legalizzare il sesso con minori, e che siano principalmente gli aspetti più superficiali e di tendenza della sessualità ad essere diffusi fra gli adolescenti che invece avrebbero bisogno di essere istruiti sui fondamenti (biologici, antropologici, etici, filosofici, psicologici, spirituali) di un aspetto così importante della loro identità in formazione, prima di affrontare le questioni di cui sopra.

Ma non si può, per contenere e contrastare queste derive, snaturare, distorcere e demonizzare un documento di 68 pagine redatto da “un gruppo di 19 esperti di varia formazione – dalla medicina alla psicologia, alle scienze sociali – provenienti da nove paesi dell’Europa occidentale, Organizzazioni governative e non-governative, organizzazioni internazionali e mondo accademico nel corso di un lavoro durato oltre 18 mesi nel tentativo di riunire e integrare le esperienze nel campo dell’educazione sessuale di 16 paesi europei” e basato su fonti elencate in 10 pagine di bibliografia. Facendogli dire quello che non dice.

Alcuni esempi, tutti tratti dagli articoli, interviste e video a cui accennavo sopra e di cui ho tutta la documentazione.
“Sdoganare la pedofilia”,  “promuovere/legalizzare il sesso con bambini, la pornografia on line, il grooming, insegnare la masturbazione, il gioco del dottore, la gender theory” “si istruisce all’amore segreto”, “si parla unicamente del piacere sessuale del bambino” “anche contro la volontà dei genitori” “gravidanza anche in coppie omosessuali” o emettendo giudizi come:

“Queste linee guida sono vergognose, sono un progetto di distruzione della famiglia” “Agenda ONU per normalizzare la pedofilia”.

Ho riletto molto attentamente l’intero documento, che conoscevo già e a cui ho fatto riferimento nel mio libro “Nonna, tu che ne sai del sesso? L’arte di amare trasmessa da una nonna ai nipoti adolescenti”. Premetto che con l’ONU e con l’OMS ho anch’io molti conti in sospeso ma questo non mi autorizza a denigrare o peggio, a distorcere un documento pubblicato fra l’altro 13 anni fa quando certe derive non si erano ancora manifestate.
Alcune cose non ci sono proprio (grooming, legalizzare il sesso con bambini, la gravidanza in coppie omosessuali) altre vengono parafrasate e non citate, altre estrapolate e spostate da un obiettivo a un altro.

Un esempio: è vero che parole come masturbazione, amori segreti, pornografia ci sono nel documento, ma nelle tabelle che esemplificano i temi che si suggerisce (sic) di trattare ci sono 3 voci, e questi argomenti compaiono sotto informazioni, non fra le skill (competenze) o i comportamenti! Dunque non si tratta di insegnare delle pratiche ma di affrontare argomenti che vengono proposti sulla base dell’osservazione dei comportamenti, delle curiosità e delle domande dei bambini. Inoltre nella tabella un colore diverso segnala argomenti principali e supplementari, che cioè possono o no essere introdotti a seconda del contesto. Alcuni di quelli che hanno creato scandalo sono supplementari.

Che alcuni obiettivi siano proposti un po’ troppo presto rispetto soprattutto alla nostra cultura è vero, ma vanno tutti inquadrati nelle premesse generali. Infatti un’altra operazione indebita è quella di prendere solo un pezzo di un documento (quello operativo con gli obiettivi) ignorando la lunghissima parte teorica e di avvertenze che poi porterà a queste esemplificazioni. Lo so, sono  68  pagine. Ma se non hai tempo di leggerlo, non devi neanche citarlo.

Cito dal documento:

“Gli Standard costituiscono un buon punto di partenza per un dialogo sull’educazione sessuale”  “Il documento deve essere adattato alle specifiche esigenze e situazioni del paese in questione”  “L’educazione sessuale ha un aspetto formale e uno informale” (quella che i bambini assorbono dalla famiglia e dall’ambiente). “E’ chiaro che difficilmente l’educazione formale potrà “formare” la sessualità”  “L’educazione sessuale deve essere adeguata all’età e allo sviluppo… dal momento che non tutti i bambini crescono allo stesso ritmo” “Ne deriva che la realtà dell’educazione sessuale può differire in grande misura tra i vari Stati”  “E’ comunque necessaria un’avvertenza. Ovviamente alcuni diritti di cui sopra sono stati pensati in riferimento ad una persona adulta e pertanto non tutti valgono automaticamente per bambini e adolescenti”.
“Gli argomenti sono proposti idealmente prima che il bambino/il ragazzo raggiunga lo stadio evolutivo corrispondente in maniera da prepararlo ai cambiamenti imminenti” “Nell’affrontare il comportamento sessuale di bambini e ragazzi, è importante tenere presente che la loro sessualità è diversa da quella degli adulti” “Gli adulti attribuiscono un significato sessuale ai comportamenti sulla base della loro esperienza di adulti e talvolta hanno molta difficoltà a vedere le cose con gli occhi di un bambino o di un ragazzo” “L’ES deve essere contestualizzata” “Non esiste un approccio “taglia unica” che vada bene per tutti.
Vanno presi in considerazione “età, genere, ceto sociale, orientamento sessuale, stadio di sviluppo e capacità del singolo allievo” “I genitori sono coinvolti nell’educazione sessuale scolastica, vale a dire ne saranno informati prima dell’inizio e avranno la possibilità di esprimere i loro desideri e le loro riserve” “si insegna al bambino che esistono confini personali e norme sociali da rispettare (ad es. non si può toccare chiunque si desideri). Elemento ancora più importante, il bambino impara a riconoscere ed esprimere i propri confini”.

E potrei continuare con molte altre parole rassicuranti. Quando si arriva alla “matrice” con le tabelle, la si fa precedere da queste parole:

“La matrice è strutturata secondo le diverse fasce di età e comprende otto categorie tematiche principali. Può essere utilizzata in modo flessibile per venire incontro alle esigenze specifiche di singoli o gruppi. Può inoltre essere adattata alle esigenze di individui con bisogni particolari e minoranze. E’ un quadro di riferimento dal quale il formatore/l’educatore può selezionare gli argomenti di particolare interesse per il gruppo al quale si rivolge.”  (p.36)

Dov’è l’imposizione? Dov’è l’attentato? La distruzione della famiglia?
Da dove vengono queste crociate e queste aberrazioni e chi le sta diffondendo?

Sono sempre le stesse 3 o 4 interviste e stralci di articoli che si rimpallano su canali telegram, whatsapp, notiziari TV,  blog, giornali. E con titoli allarmistici alcuni dei quali veramente di pessimo gusto come questo:

OMS cambia nome: Organizzazione Mondiale Segaioli.

Digitandolo su un motore di ricerca lo potete rintracciare molto facilmente. Per ragioni di spazio e visto che questo è un semplice post e non una ricerca, non cito date e link ma ho tutta la documentazione e la posso produrre in ogni momento.
Dispiace constatare che fra i soggetti che hanno diffuso queste informazioni deformate ci sia anche chi ha fatto o sta ancora facendo un ottimo lavoro di controinformazione e di giusta contestazione del sistema. Probabilmente per disattenzione o perché si sono fidati degli “esperti” intervistati.

Perché mi prende tanto questa operazione? Perché ci diamo la zappa sui piedi. Oggi contestazione, critica e controinformazione sono sommamente necessarie. Ma per essere prese sul serio devono essere rigorose, fondate, documentate, non superficiali e pretestuose.
E perché questi allarmi così virulenti finiscono per mettere tutti sulla difensiva con il risultato che anche i progetti migliori e più completi di educazione sessuale verranno bocciati. Spingere l’acceleratore sulla sconcezza, la paura e il disgusto fa solo il gioco di chi vuole distorcere e profanare la bellezza e l’integrità della sessualità.

Tutte queste controversie sono paraventi e distrazioni dal vero problema. Generano polarizzazioni e battaglie ideologiche in cui vige ancora la vecchia mentalità di proiettare il male sull’altro mentre noi siamo buoni e nel giusto. E molta paura e violenza compressa, basta guardare i volti e ascoltare il tono delle voci.

Se vogliamo essere costruttori di nuova umanità occorre evitare i toni bellici, sarcastici e velenosi. Denunciare, rettificare, informare è necessario ma dedichiamo le nostre migliori energie a far  crescere il nuovo non a inveire contro gli inevitabili tentativi di ostacolarlo. Ad analisi serie di quale sia il vero cuore della questione.

In Italia non esiste una vera cultura della sessualità e dell’enorme impatto che questa forza, che non è solo umana ma cosmica, può avere e sta avendo sulle nostre vite, sulle relazioni umane anche a livello sociale e politico, sulla crescita sana e sulla felicità dei nostri ragazzi. E a restituire sia al Maschile che al Femminile la loro dignità e la loro forza riportando questi principi al loro valore archetipale perché possano congiungersi e procreare nuove realtà più armoniose. E così si dissolverebbero anche piaghe antiche come il patriarcato, la disparità di genere, i “femminicidi”.

Immagine: “Uno di Due” – Opera di Sara Cattò

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