Nonna, perché non scrivi dei libri tipo Harry Potter?”

Questo il commento della mia nipote più piccola quando è uscito Aprire gli occhi all’Invisibile.

Lo so, non scrivo libri popolari. Peggio, scrivo su temi tabù, o politicamente scorretti, come la morte (“Storia dell’usignolo Trillo”), il sesso (“Nonna, tu che ne sai del sesso?”), la spiritualità.

Perché scrivo su questi temi così imbarazzanti?
Perché ne avevo bisogno io.

Questi libri sono stati in primo luogo per me una post educazione e una guarigione della mia bambina ignara, smarrita e lasciata sola di fronte a domande a cui nessuno rispondeva, forse perché non aveva parole per rispondere.

Immedesimarmi nel modo in cui un ragazzo potesse comprendere concetti come l’invisibile, il divino, la colpa, la salvezza, e che è necessario morire perché la vita rinasca, e che anche il tradimento fa parte della salvezza, e molto altro, ha portato la mia piccola me a un percorso interiore di riparazione, scioglimento di nodi e alleggerimento di pesi che mi portavo ancora dietro dall’educazione ricevuta.

Non si è trattato di un lavoro teologico – non ne ho la competenza – ma dei modi in cui un ragazzo di oggi possa accedere alle dimensioni dell’oltre e comprendere che riguardano ciascuno di noi, qui e ora e che ci danno indicazioni preziose per vivere.

La necessità di esplorare e aprire a vie di saggezza diverse dal cristianesimo mi ha poi portata alla libertà di poter pregare in un tempio hindu o in una moschea, di fare la comunione col respiro, col fuoco, con l’acqua e a comprendere che anche l’arte, la poesia, la musica, la sessualità, la scienza possono essere grandi Maestri di spiritualità.

E che quelle che vengono chiamate vie di salvezza danno nomi diversi a quell’Unico che si manifesta in miriadi di modi: basta solo aprire gli occhi.

“Lo spirito del Cristo respira
sul deserto della vita.
Come acqua di fonte s’apre la via fra le rocce.
Nel cielo stellato s’irradia in miriadi di luci
e si lancia in alto nello stelo di ogni fiore”
(Appello, in Aprire gli occhi all’Invisibile, p. 153)

_____________

Trovi questo articolo anche sulla mia pagina Facebook:
PERCHÈ HO SCRITTO “APRIRE GLI OCCHI ALL’INVISIBILE”

Share This